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24/04/2022

Fare sindacato oggi: le testimonianze dei protagonisti di Anaao Giovani

apri l'inserto AG pubblicato su DIRIGENZA MEDICA N. 3/2022

Alla vigilia della IV Conferenza Nazionale del Settore nato nel 2009, abbiamo raccolto alcune testimonianze dei protagonisti dell’ultimo quadriennio 2018-2022. Emerge forte dalle loro dichiarazioni la consapevolezza di far parte di una squadra dove la condivisione e la partecipazione sono il motore per tutelare i diritti dei giovani colleghi e costruire la nuova classe dirigente.

Pierino Di Silverio - Responsabile Nazionale Anaao Giovani
26 giugno 2018, una data che ricorderò. Nasce il mio primo figlio. Contestualmente, come se non bastasse, mi viene affidata una carica complessa, onorevole, impegnativa, proprio alla soglia dei 40 anni: Responsabile Nazionale del Settore Anaao Giovani. Una sfida, mi dico. Ho ancora forze da impiegare? Di sicuro.
Poche ore e vengo immediatamente catapultato in un mondo parallelo. Ricordo la prima riunione del nuovo gruppo di quasi perfetti sconosciuti. Siamo tutti più o meno coetanei e l’età media non è proprio bassa, molti di noi sanno già che non ci sarà un secondo mandato nel Settore. Paradossalmente quello che avrebbe dovuto essere un primo limite si trasforma immediatamente in una prima acquisizione di consapevolezza.
Il settore, comprendiamo subito, è ancora agli albori, ma prima di tutto occorre interessare i ‘veri giovani’, quelli che avremmo poi imparato a definire la ‘cantera’ dell’Anaao. E cosi inizia l’avventura.
Il ricordo successivo risale a qualche giorno fa, quando mi viene chiesto, alla vigilia del tredicesimo compleanno del Settore, del mio mondo parallelo, di raccontare questa esperienza.4 anni, un’eternità, un battito di ciglia.
In mezzo tanti flash. Ripercorro, come solitamente avviene quando si fa un resoconto, le tappe, e con qualche magone rivedo i volti dei tanti compagni di viaggio. Mi rendo conto che solo 4 anni fa non conoscevo quasi nessuno di quanti oggi sono diventati amici prima che colleghi. E capisco cosa è Anaao.Anaao è prima di tutto condivisione, unione, costruzione, partecipazione. Guardo con occhi diversi allora i dirigenti sindacali e capisco. Vedo con occhi diversi tutta l’Associazione. Capisco qual è la differenza tra l’Anaao e gli altri. Capsico a cosa dobbiamo puntare. Al di là di diversità di vedute personali, politiche, al di là degli scontri e degli incontri, al di là del bene e del male, esiste quello sguardo tra chi l’Anaao l’ha vissuta e la vive, sguardo che nasconde affetto profondo, amicizia, condivisione di anni passati insieme, sguardo che nasconde senso di appartenenza. Mi guardo un po' intorno e vedo che chi entra in Anaao ne esce, e non sempre, alla pensione, insomma un po' come un matrimonio, ‘sindacale’, finché morte non ci separi.
Ecco potrei fermarmi qui. Ma dimenticavo il resoconto.
Dire che questi 4 anni siano stati facili sarebbe ipocrita, dire che la strada è stata in discesa lo sarebbe altrettanto.
Nel 2018 il settore giovani era ancora in una lenta ricerca di personalità, stava ancora cercando la strada da intraprendere, proprio come un giovane ragazzo che non sa ancora bene cosa farà da grande.
Andava guidato, gestito, consigliato, portato per mano verso un’integrazione necessaria e imprescindibile con l’esperienza, la competenza, la partecipazione. Impresa ardua.
In questo percorso poi a far compagnia a quel giovane virgulto è arrivato un nemico, il COVID-19. Costantemente al fianco, molte volte di fronte a barrare la strada alla crescita, alla costruzione di rapporti, all’acquisizione di competenze, alle esperienze che in questa fase sono davvero punto di partenza per un percorso di crescita e maturazione che ha bisogno dei suoi tempi.
Ma quel ragazzo, il settore Anaao Giovani, è riuscito a conviverci con il nemico, sfruttando i limiti imposti e trasformandoli in opportunità.
4 anni: 26 comunicati, 16 iniziative, 9 studi, 9 incontri con Parlamentari e Ministri, soprattutto 4 anni di costanti battaglie al fianco dei giovani medici. 4 anni in cui il settore si è inventato un nuovo modo di comunicare, di agire, di farsi sentire.
La legge Madia sulle stabilizzazioni, il Decreto Calabria per i medici in formazione, la Legge sulle aggressioni, la tutela delle donne durante la pandemia, dei diritti inalienabili, degli specializzandi, e poi la costante ricerca di colloqui, collaborazione con chi dell’Anaao rappresenta la storia, l’azione, la competenza.
Infine il rapporto sempre più stretto con le Associazioni di specializzandi che ci ha portato a un protocollo di intesa con la più numerosa associazione italiana di medici in formazione ALS. Siamo così entrati finalmente nelle Università, nei luoghi che solo fino a qualche anno fa risultavano inaccessibili al sindacato.
Oggi lo specializzando finalmente ci vede come riferimento, e i numeri lo dimostrano. Siamo passati da solo 230 iscritti nel 2018 a 1400 iscritti specializzandi oggi.
E così quell’obiettivo che ci prefissammo la prima volta che ci siamo visti e conosciuti, inizia a prender forma.
Ma Anaao Giovani non è stata solo specializzandi e formazione, è stata anche costantemente rivolta a chi nel sistema sanitario era appena entrato, e a chi dal sistema rischiava di uscire.
E poi il nuovo contratto, criticato, ancora in parte non applicato in periferia, ma che contiene per la prima volta norme per le nuove generazioni.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto e la guida di chi l’Anaao la gestisce e la fa crescere. Una squadra di potenza impressionante che talvolta resta anche vittima della propria forza ideativa e propositiva, ma che quando si muove fa tanto rumore.
Di sicuro, tra qualche digestione lenta del Settore, il risultato vero di questi 4 anni è stato aver iniziato il percorso di crescita di tanti colleghi nell’ambito di un’Associazione ecclettica, eterogenea ma pulita, trasparente. Aver avuto costantemente al fianco i Segretari regionali, aver potuto condividere iniziative, strategie, o anche solo idee con i rappresentati nazionali e regionali dell’Anaao è stato un vero onore, è stata la vera grande soddisfazione di questo percorso.
I numeri poi parlano in maniera inequivocabile.
Da circa 2000 iscritti del 2018 siamo oggi arrivati a oltre 4000 ed è un numero dinamico. Ogni anno, nonostante il Covid abbiamo avuto un incremento netto di iscritti pari a 1300 unità. Più di 5000 giovani popolano oggi il nostro sindacato.
Più di 5000 giovani chiedono risposte quotidianamente sui temi più vari, più di 5000 giovani colleghi vedono l’Anaao come punto di riferimento, porto sicuro cui approdare nei momenti di difficoltà.
Potrebbero essere di più? Ma certo. Potevamo fare di più? Sicuramente. Di certo però abbiamo costruito un patrimonio insieme a una squadra che è maturata nel tempo.
Sarà compito della prossima squadra contribuire a non perderlo ma incrementarlo, sarà compito dei prossimi Segretari regionali e Nazionale continuare su quella strada tracciata in questi anni, con sacrificio, consapevolezza, umiltà.
Concludo condividendo una frase di Madre Teresa di Calcutta che ha un significato profondo e che spero possa aiutarci nel proseguire un lavoro solo agli inizi che tutti insieme porteremo a termine, assicurare il futuro alla nostra Associazione, senza perdere di vista il presente e il passato.
“Ciò che stiamo facendo è solo una goccia nell'oceano. Ma se quella goccia non fosse nell'oceano, credo che l'oceano sarebbe più piccolo”.

Enrico Alagna - Responsabile Anaao Giovani Sicilia
La mia militanza in Anaao come responsabile del Settore in Sicilia mi ha portato spesso a confrontarmi per lo più con giovani specializzandi, i quali alla domanda cosa significasse “fare parte di un sindacato” e quale valore gli attribuivano rispondevano di non reputarlo uno strumento per la salvaguardia dei diritti del lavoratore. Un’osservazione che riflette con chiarezza l’assenza strutturale del sindacato tra le fila delle nuove generazioni, spia di un cambiamento culturale confermato anche dalla difficoltà di fare nuovi iscritti.
Da questa esperienza ho maturato la convinzione che il sindacato deve ripensare il suo ruolo per conservare un valore autorevole nella società economica e civile, altrimenti l’indifferenza diverrà il fattore con cui convivere stabilmente nel futuro.
Ci sono stati comunque tanti i momenti di confronto con i giovani colleghi ai quali ho sempre cercato di far riconoscere i loro diritti.

 

Maria Gabriella Coppola - Responsabile Anaao Giovani Campania
La vicinanza ai colleghi attraverso un rapporto basato sulla fiducia e sulla reciproca stima; la linearità e la lealtà nei rapporti singoli e di gruppo; l’unità di azioni e di intenti in attività partecipative e propositive di gruppo. Sono questi gli elementi che hanno positivamente accompagnato nel tempo sia le fasi attuative delle nostre proposte programmatiche di mandato sia le fasi gestionali di datate e/o nuove problematiche della categoria. Ritengo giusto riferire che questi elementi hanno anche arricchito, quali silenziosi quanto efficaci contributori, nel corso dell’ultimo quadriennio, la mia formazione personale come quella di tanti altri Giovani Anaao Campania con sviluppi di maggiori conoscenze e competenze in ambito sindacali/contrattuali funzionali allo svolgimento del proprio operato professionale, corredandola di un “valore aggiunto”.


Vincenzo Cosentini - Responsabile Anaao Giovani Veneto
Ho vissuto la mia esperienza di Responsabile regionale Anaao Giovani Veneto in un periodo significativo per il nostro sindacato, sin dai festeggiamenti per i 60 anni dalla sua nascita, passando per uno stallo traumatico delle relazioni sindacali legate alla tragica pandemia virale in cui si è in parte riscritto e si sta riscrivendo la storia e le regole del nostro SSN.
Anaao Giovani ha permesso di arricchire il mio percorso formativo sindacale, anche attraverso un confronto con altre realtà regionali italiane. Ho avuto l’opportunità di partecipare ad alcuni studi con valenza nazionale, collaborare alla stesura di articoli pubblicati sul mensile Dirigenza Medica, ho imparato a scrivere comunicati stampa, partecipato a seminari.
Ma soprattutto ho potuto tessere una tela di relazioni sociali che mi hanno permesso di poter vedere il nostro sistema sanitario con una lente di ingrandimento nazionale.

Gemma Filice - Responsabile Anaao Giovani Calabria
La mia storia in Anaao Giovani è iniziata con un sogno: quello di dare voce e dignità ai giovani medici. Medici spesso invisibili, con gli occhi spenti dalla stanchezza e dallo scoraggiamento, specializzandi, donne, giovani genitori.
Nel sindacato ho trovato un gruppo con cui condividere quel sogno. Abbiamo portato avanti tante battaglie, dalla stabilizzazione dei precari, all’orario di lavoro, al riconoscimento dei diritti degli specializzandi. Di strada ne abbiamo fatta tanta, anche durante la pandemia siamo stati gli uni accanto agli altri nel confrontarci con un’emergenza che andava ben oltre la nostra immaginazione. Sono stati anni intensi, di lavoro, di impegno, di crescita e di formazione. Anni che parlano di un gruppo che ha trovato la forza di lottare per un sogno pur in mezzo a tante difficoltà.


 

Fabrizio Mezzasalma – Direttivo Nazionale Anaao Giovani
Anaao Giovani è confronto, solidarietà e crescita. L’esperienza nel Direttivo del Settore è stata coinvolgente e formativa, conducendomi a un passaggio chiave di nuova consapevolezza della professionalità e dell’impegno sindacale.
Alla fine del mandato prevalgono due considerazioni: la gratitudine verso chi ha scommesso su di noi e la coscienza di continuare l’attività sindacale con dedizione e passione.




Silvia Porreca - Responsabile Anaao Giovani Puglia
La mia esperienza sindacale maturata in questi 4 anni da Responsabile Anaao Giovani Puglia assieme al coordinamento della macroarea del sud Italia, la definirei estremamente formativa e stimolante.
È stata una crescita esponenziale grazie alle conoscenze acquisite durante il percorso fatto in Anaao Giovani. La creazione di un team affiatato e ben coordinato, punto costante di riferimento anche durante la pandemia, ci ha permesso di lavorare unitamente e di portare a termine i nostri numerosi progetti con una importante cassa di risonanza mediatica.
Concludo la mia esperienza auspicando di poter proseguire il mio impegno sindacale ed il percorso di crescita avviato.

Vinicio Rizza - Responsabile Anaao Giovani Abruzzo
La mia esperienza in Anaao Giovani si può riassumere in un semplice concetto: consapevolezza di far parte di una squadra.
Una squadra dove si è condivisa una progettualità per il raggiungimento di target finalizzati a combattere tutto ciò che non permette ai giovani medici di lavorare in modo sicuro e valorizzante, dove si impara a prendere senza paura le proprie responsabilità ed essere orgogliosi nell’affrontare problemi comuni trovandone le soluzioni.
Una squadra in cui se si perde non si è mai soli, ma si ha sempre la possibilità di avere la condivisione di un impegno continuo finalizzato alla concretizzazione di quel tentativo di miglioramento che permette di affrontare le fatiche quotidiane e, perché no, anche di sognare. Non esiste concretizzazione che non sia figlia di potenzialità.

Aldo Rocca - Responsabile Anaao Giovani Molise
I cardini della mia esperienza in Anaao Giovani Molise sono ben chiari. La presenza del Settore ha permesso a ognuno di noi di poter assumere rilievo e autorevolezza sindacale sia nei confronti delle aziende ospedaliere che all’interno del consiglio regionale. Si è moltiplicato così il numero degli iscritti giovani, offrendo loro un riferimento sindacale e favorendo la nostra maturazione all’interno della dirigenza Anaao, perché crescere vuol dire anche assumersi responsabilità.
Il confronto continuo tra i vari responsabili regionali giovani ha permesso un continuo e mutuo scambio di esperienze e competenze, ottimizzando i processi e moltiplicando i risultati ottenuti. Inoltre la possibilità di vedere un percorso di crescita sindacale dedicato agli under 40 incoraggia molti all’impegno e al lavoro, facendo da volano anche per i non più giovanissimi.

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